Il sessismo come arma acchiappa-consensi

Lo definisco il dramma ‘mediatico’ dei giorni nostri e temo di non esagerare, vista la fatica che tante donne hanno dovuto sudare per ottenere il voto in Italia, il divorzio e l’aborto poi. Parlo del sessismo 2.0, scorciatoia acchiappa like di apparente autoindipendenza sessuale: quel “difendiamo le donne” che invece le donne in vera difficoltà le danneggia e basta. L’esempio più lampante di questa ridicola piega retorico-femminista ce lo concede la cronaca quotidiana. “El Kun” Aguero, attaccante argentino del Manchester City, nella gara di ieri ha appoggiato una mano sulla spalla di un guardalinee donna dopo sua una contestata decisione. Il gesto (sportivamente da condannare con l’espulsione, da regolamento) ha scatenato le ire del mondo femminista 2020: “una donna non può essere trattata in quel modo”; “con un uomo non lo avrebbe mai fatto” etc.

Aguero, attaccante del Manchester City, tocca sulla nuca il guardalinee

Sorvolando sulle corna fatte da Cassano a Rosetti o sulle testate che Bonucci ha regalato a diversi direttori di gara, il discorso è puramente unico: giusto volere la parità in ogni sport, conseguenza immediata è la parità di trattamento. Un giocatore può e deve incazzarsi con un arbitro a prescindere dal sesso, per poi essere (ovviamente) cacciato dal campo e sanzionato. Altrimenti “vogliamo le donne nel calcio!” per poi pretendere che vengano trattate come femminucce. Qualcosa non funziona, e quel qualcosa è la coerenza. #Aguero è in tendenza Twitter (51.200 tweet).

Stesso giorno, L’Espresso denuncia: donna rischia di morire di aborto perché i medici che dovrebbero prendersi cura della salute delle donne sono obiettori e non intervengono in caso di complicazioni. In Italia una donna che vuole abortire – e quindi in netto stato di sofferenza psicologica – deve cercarsi un ospedale dove un medico uomo non le faccia la morale coi soldi delle nostre tasse, impedendole di rifiutare una gravidanza non voluta. Il tweet ha 67 mi piace e 22 retweet.

La parità dei sessi non è ancora stata raggiunta su temi caldi come lavoro e sanità e non è un giochino da hashtag. Eppure oggi i social vomitano ogni giorno storielle incartate per andare in tendenza, processo che svilisce davvero le donne stuprate che hanno difficoltà a recarsi in commissariato.

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