Sfondare la barriera del “perché sennò”

Da quando ho iniziato a lavorare mi è sempre stato consigliato di “stare attento a ciò che dico, perché sennò”. Con il monologo di stasera Fedez ha sfondato la barriera del “perché sennò” inviando a tutti un messaggio rivoluzionario, specie ai più giovani: combattete per ciò che ritenete sia giusto, anche davanti a tutto il paese se avete basi concrete. Fate pure nomi e cognomi; nessuno – vicedirettrice di Rai3, in questo caso – potrà toccarvi perché state esprimendo la vostra libertà di parola. Il nostro primo diritto, conquistato dopo anni di battaglie vinte e perse da eroi che oggi studiamo sui libri di storia.La rivoluzione è anche personale – di Fedez – e non solo sociale. Oggi più sei famoso e meno è consigliabile pronunciarti su questioni di delicatezza nazionale. Quel produttore ti volta le spalle, la casa discografica ti blocca una promozione e via discorrendo. Chiaro, le sue spalle sono coperte. Ma meno di tante altre che comunque scelgono e hanno scelto di tacere per comodità.

Lo ha fatto Fedez, sul palco del Concertone, facendo nomi e cognomi in diretta televisiva...

Un partito come la Lega che nel 2021 ostacola l’approvazione del Ddl Zan fa semplicemente schifo. Ribadirlo sulla tv pubblica – che neanche due decenni fa cacciava gente come Biagi e Luttazzi – è un grande atto di coraggio. Chiudo: a Fedez e la Ferragni è stato detto di tutto perché facili bersagli della storica invidia nazionalpopolare italiana. Stasera, da parte di uno dei due, è giunta l’ennesima lezione di civiltà. Speriamo basti, almeno per loro.

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