La lezione dell’Italia all’Europa

La Francia ha chiuso più o meno tutto, dimenticandosi però di rinviare le elezioni comunali in programma oggi. La Spagna ci fotocopia mentre Madrid è già condannata, con il doppio dei contagi rispetto a ieri. In Germaniadove i contagi contati sono oggi 3795 – crescono solo misure parziali e il ministro della Salute ha escluso per ora restrizioni agli spostamenti. Il Regno Unito accetta di sacrificare i più deboli in virtù di una sorta di ‘immuno-nazismo’ dagli esiti incerti. Donald Trump si presenta in conferenza col berrettino USA dicendo d’aver fatto il tampone “solo perché altrimenti i giornalisti sarebbero impazziti”.

Siamo stati molto severi nei confronti del nostro paese ma oggi vorrei sottolineare un fatto: l’Italia, prima vittima europea del Covid-19, al netto degli errori sta affrontando la crisi con estrema signorilità. La nostra politica, con il premier Giuseppe Conte sugli scudi, ha riscoperto il suo significato primordiale, cercando empatia e dialogo sincero con il suo popolo più che mai vulnerabile e insicuro.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto sentire la sua voce chiedendo «solidarietà» e non azioni che la «ostacolino» all’Europa, rivolgendosi senza troppi fronzoli alla presidente della BCE Christine Lagarde, protagonista di una gaffe evitabile durante la presentazione delle misure che la banca adotterà per fronteggiare la pandemia di coronavirus (il ruolo della BCE «non è ridurre gli spread» tra i membri dell’eurozona).

Il premier Giuseppe Conte e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Non è e non sarà facile uscirne. Gli esperti ritengono che entro un anno il coronavirus potrebbe essersi diffuso tra il 40 e il 70 per cento della popolazione mondiale. Da noi si potranno fare valutazioni sugli effetti delle nuove misure solo nell’ultima settimana di marzo. Più che mai le nostre responsabilità personali diventano fondamentali per tenere a galla il nostro sistema sanitario nazionale, letteralmente invidiato da chi – altrove – teme di non potersi permettere le cure necessarie.

L’epidemia che ci coinvolge e sconvolge è in corso e nemmeno sappiamo dove sia la fine del tunnel, ma la prima pietra è stata posta. Il nostro governo, esattamente come la Cina, ha scelto di adottare una linea forte fondata su misure drastiche. Lì, dove tutto è iniziato, qualcosa sta cambiando.

Ora stringiamoci forte, che la tempesta passerà e noi avremo qualcosa di cui essere orgogliosi: la capacità di esserci fatti forza nel rispetto delle regole. Valore non ancora comune, esattamente come un’Europa ancora una volta tremendamente frammentata.

Precedente Piazza della Repubblica, vuota Successivo Il Colosseo, e intorno il silenzio