Da fantoccio a giustiziere: più che Conte, un Signore

Giuseppe Conte è un uomo che sta lavorando, al netto di alcune imperfezioni, per tenere a galla il suo paese.
Combatte a testa alta e con signorilità da più di un mese su un doppio fronte, quello interno ed europeista, esaminando idee e proposte di ogni tipo.
Si è circondato di esperti, ha scelto vie comunicative diplomatiche dal tono signorile, portato contenuti e parlato in maniera dolce agli italiani.

Il tutto nella parentesi più drammatica della storia strettamente contemporanea.

Prima di essere avvocato e – ormai – politico, Giuseppe Conte è un uomo. Da politico ha forse commesso un’ingenuità, dando modo alle fogne sovraniste di gridare ai totalitarismi mediatici – lol, gli amici di Forza Nuova – cavalcando l’onda di tanti italiani analfabeti e disinformati (esistono, non nascondiamocelo).
Da uomo ha compiuto un gesto importantissimo: anteporre in maniera netta e aperta la politica del fare a quella del blaterare, di cui Matteo Salvini e Giorgia Meloni sono leader indicussi.

Alcune gaffe degli ultimi giorni, tutte inanellate dal leader leghista:
– sbagliare di brutto il PIL del proprio paese;
– inventarsi la balla svizzera dei soldi regalati dal giorno alla notte, smentita dallo stesso governo elvetico;
– fomentare la storiella del virus creato in laboratorio presentando addirittura un’interrogazione parlamentare.

Una politica simile deve morire oggi e il primo colpo gliel’ha inferto un personaggio che, fino a pochi mesi fa, era ritenuto un fantoccio del Cazzaro Verde – cito volentieri Andrea Scanzi – e Luigi Di Maio, interpretando una trasformazione estetica e di contenuti strabiliante.

La politica delle falsità e dei luoghi comuni deve essere surclassata da un lessico all’altezza delle istituzioni e da un dialogo fatto di tematiche e non di fango e menzogne, valori che questo governo incarna.

Giuseppe Conte, prima che Premier, si rivela essere un giustiziere di tutti gli italiani che ogni giorno si informano basando il proprio pensiero sulle fonti e sull’attendibilità delle stesse.

Un grazie immenso e inaspettato.

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